Qua la mano, ragazzi! Bravi, veramente bravi, al di là di quello che può essere il commento tecnico che pure ci deve essere dopo una gara di calcio. Bravi perchè avete saputo interpretare nel modo migliore quella che è l’essenza del gioco del calcio, perchè ci avete messo l’anima, ci avete dato dentro senza misericordia ed avete giocato una gara da dieci e lode sotto l’aspetto agonistico.
E’ una Paganese tutta “anema e core”, come si dice dalle nostre parti. Una squadra che sembra aver preso piena coscienza delle sue possibilità e delle manchevolezze tecniche di cui soffre quando la gara viene impostata sulla manovra; una squadra che per un buon quarto d’ora iniziale soffre l’impatto spumeggiante degli avversari che sembrano punti dalla tarantola, tanto sono effervescenti e propositivi sulle due fasce dalla tre-quarti in avanti. Mattioli sembra imprendibile sulla sinistra e pianta più d’una volta sullo scatto il buon Esposito che tarda a prendere le contromisure del caso. Sulla destra imperversa Ceccarelli che scambia di fino con Kamata, altro saltellante quanto imprendibile folletto piazzato nelle immediate vicinanze dell’area paganese. E’ un inizio che preoccupa. Il Legnano sembra avere una marcia in più e gioca a tutto campo, con disinvoltura disarmante; ma non punge. Tanto è vero che Botticella può dormire sonni tranquilli ed una sola volta è costretto ad una respinta a pugni chiusi, più che altro preoccupato dal pallone che è impregnato d’acqua a causa delle precipitazioni che caratterizzano la grigia giornata tipicamente autunnale. Basta un quarto d’ora alla Paganese per capire come deve essere impostata la partita. La squadra cresce di minuto in minuto grazie soprattutto alla condotta di gara di Cossu e Marinucci Palermo che prendono il sopravvento sui rispettivi avversari a centrocampo, che è zona nevralgica del gioco. Cossu è un leone che si catapulta su ogni pallone che gravita nella sua zona; sgomita, anticipa l’avversario, si fa in quattro, si propone in avanti anche se lo fa con una certa approssimazione, ma è vivo, si fa apprezzare e suona la carica per i compagni. Marinucci Palermo riesce ad essere persino elegante nei disimpegni; gioca più avanti del compagno di reparto, ma non disdegna recuperi che sanno del miracoloso, è una trottola instancabile, avanti e indietro senza fermarsi mai, un moto perpetuo. La migliore gara fino a questo momento. Guarro e Franzese, davanti a cotanto ardore, si sentono chiamati in causa. Sulle fasce laterali non sono dei portenti, ma non possono tirare indietro il piedino, non sanno farlo. Così impostano la loro gara sull’ardore agonistico, fedeli alle loro precipue caratteristiche: non saranno aquile ma il loro dovere lo fanno fino in fondo. Guarro addirittura è commovente. Pensate, il giocatore non trovava posto lo scorso anno in serie C2; adesso in una serie superiore, fors’anche consapevole dei suoi limiti tecnici, riesce a dare il suo bravo contributo e lo fa in virtù di una condotta di gara esemplare per spirito agonistico e tatticamente perfetta. Non a caso il gol della Paganese parte da una sua invenzione; sulla fascia di competenza, la destra, lavora di gomiti e protegge adeguatamente il pallone tanto da cercarsi il fallo dell’avversario. L’ottiene; batte di furbizia dall’altro lato del campo per l’avanzatissimo De Giosa bravo a superare con uno spiovente il portiere Grillo in uscita aerea. Cantoro, da grande opportunista delle aree di rigore, da posizione angolatissima infila la rete avversaria.
E’ una Paganese diversa da quella vista nel primo quarto d’ora della gara. Anche il reparto difensivo rinserra le file e corre pochissimi pericoli. Lopez cresce minuto dopo minuto e la sua intesa con Criaco al centro della difesa fa dormire sonni tranquilli a Botticella che non sarà mai impegnato nel corso della gara. Anche Esposito, dopo i primi sbandamenti, controlla agevolmente Mattioli che perde lo smalto iniziale tanto da essere addirittura sostituito. De Giosa cresce talmente tanto da proporsi, cosa che capita di raro, anche in avanti e lo fa efficacemente costringendo Ceccarelli ad arretrare.
La vittoria non poteva mancare per una squadra da combattimento. Ed è arrivata puntualissima e meritatissima al di là di quello che potrebbe far pensare il punteggio invero striminzito. Ma di più, onestamente, oggi come oggi, non si può chiedere alla squadra. Tutti vorremmo vedere una squadra spumeggiante, arrembante, dirompente. Per il momento dobbiamo accontentarci di una squadra viva, che combatte, che non si arrende e che interpreta alla perfezione lo spirito guerriero di atleti adusi alle battaglie agonistiche. Forse non è tutto, ma non è nemmeno poco. Nino Ruggiero - Cronache del Mezzogiorno
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