da "L'Arena" di ieri
I CONSIGLI DI UN « AMICO». HA GIOCATO TRE PARTITE CON FICCADENTI E HA FATTO UN GOL A COMO IN COPPA ITALIA
Fummo avverte il Verona
Una stagione a Pagani. Da ricordare. Marco Fummo, 27 anni, napoletano di professione fa l'attaccante. L'anno scorso a Pagani ha realizzato quattordici reti, partecipando anche alla storica promozione del gruppo azzurrostellato. C'era anche lui nei play off contro Spal e Reggiana. C'era anche lui nel momento della festa. E tutto gli è rimasto in testa. Fummo, qualche anno fa, era passato anche da Verona. Primavera, ed un paio di lampi in prima squadra. Troppo poco per restare a lungo nella memoria dei tifosi veronesi. Marco si è regalato tre presenze durante la reggenza Ficcadenti, farcite da una rete in coppa Italia a Como. Era il 18 agosto 2004, una vita fa tenendo conto dei terremoti che hanno sconquassato il mondo Hellas.
Oggi Marco, però, può tornare utile alla causa gialloblù. Adesso lui Gioca nella Scafatese ma conosce Pagani, la sua gente, il «Torre», stadio delle imprese impossibili. Caliente, quanto basta, per farti br uciare i piedi.
Il Verona è atteso davvero da una gara difficilissima e l’ex attaccante dell’Hellas fa un’analisi perfetta. «Di sicuro non sarà una partita facile. Troveranno un bell'ambientino... È la partita della vita. Pagani andrà allo stadio. E là il tifo è molto caldo. La piazza è calda».
Tanto calda? «Ti mette pressione addosso, la gente canta a squarciagola, si fa sentire. E ti tifa contro. Ci mancherebbe, non fosse così. E poi il Torre è stadio adatto a queste cose. La gente te la senti addosso. Capitava anche a noi. Quando c'era da vincere, era la nostra arma in più. Ma se le cose non vanno, iniziano le pressioni. E sono schiaccianti».
Insomma, quelli del Verona dovranno armarsi di coraggio, tanto coraggio...
«Sono giocatori professionisti, e quindi gente abituata alle tensioni da gara. Dovranno buttare gli occhi in campo, e non pensare ad altro. Pagani sarà tutta a vedere la partita. Quando c'è bisogno, la gente non manca mai. Spuntano da ogni angolo, riempiono lo stadio. E si crea la bolgia...».
Una partita da cuori temerari. Ma questo si sapeva da tempo, non è una novità. «Quando vai al Sud sei portato a pensare che spesso possa succedere qualcosa - spiega -. Ma non è sempre così. A Pagani tifano con il cuore, trascinano la squadra di casa, cercando di creare un vantaggio ambientale. Ma è così dappertutto. Il campo è...caldo, questo non c'è dubbio. Ma è la passione che lo scalda. E in questo caso anche la posta in palio: c'è la salvezza di mezzo. E una sfida così nessuno la vuole sbagliare».
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
























































Nessun commento:
Posta un commento